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Dio non è morto (e sta benissimo in Argentina)


Scene di vita vissuta


24 dicembre 2011


L'incredibile saggezza del Dottor S. a ridosso della nascita di Nostro Signore G.C.


-         Dottor S., incontrarla è sempre un piacere.

-         Mi fai emozionare. – Pausa -  Mi fai emozionare. – Altra pausa-

-         Dottore, ma dopo il suo decesso, ovviamente il più lontano possibile, svelerà i segreti della sua eterna giovinezza?

-         - Pausa – Molto semplice. – Pausa e sospiro – Molto semplice.

Sposarsi una volta sola. Amare, sempre. Fidanzarsi, sovente.

-         Buon Natale dottore. Ne prendo nota. Sul serio…

-         Buon Natale a te. – Pausa- Mio giovane amico. – Altra pausa - Buon Natale.


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3 luglio 2011


Guardando Balla coi Lupi con El Viejo Domeneghe

- Io dovevo nascere indiano
- Indiano?
- Eh, indiano.
- No. No.
- Cosa no?
- Io dovevo nascere una mosca. O una zanzara.
- O un cavallo…
- Eh, o un cavallo. Troppe sofferenze a nascere uomo.
- Eh va bè…
- Cioè ad esempio, mica le mosche o i cavalli fanno gli esami all'università. Quelli stanno meglio.
- Però poi possono morire. Metti che li spiaccichi…
- Come fai a spiaccicare un cavallo?
- No va bè, la mosca o una zanzara spiaccichi. Il cavallo al massimo te lo mangi. Non lo spiaccichi.
- Eh, è vero. Neanche l’indiano lo spiaccichi.
- E non lo mangi nemmeno.
- Al massimo è lui che ti mangia. O ti scotenna.
- E vedi che è meglio essere un indiano che una mosca o una zanzara…


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4 febbraio 2011


Ristorante

 

Varenna. Spettacolosa cittadina di pescatori sul Lago di Como.

Alle ore 13:00, oltre le anatre, la risacca e il rivenditore di cazzatine per turisti (inesistenti) vi è il suddetto ristorante.

Spunti e consigli per un ipotetico pranzo in loco.


 L’insegna all’esterno. Recita: Tabaccheria, Panini, Ristorante, Albergo. Sulla soglia di ingresso poi, la scritta: Menù operaio. 11 euro. Troppo succulento per astenersi.

Una volta entrati si è subito accolti dal vispo viso di un cameriere- receptionist cianotico, il quale accoglie e fa sedere il famelico cliente nei tavoli liberi a disposizione. Quasi tutti, in verità.

 

L’arredamento. Sicuramente uno tra i pezzi forti di quanto qui descritto. Nella sala si osserva la coesistenza pacifica dei seguenti stili e complementi di arredo.

Nell’ordine: carta da parati grigietto sbiadito sulla destra, sulla quale troneggia un ritratto di un marinaio molto simile a Capitan Harlock che melanconico scrive una lettera da un calamaio, con il suo galeone in lontananza; finta parete di cristallo con origami e mosaici multicolori e soprattutto multiformi sulla destra; articoli e foto ritraenti lo chef del ristorante in competizioni gastronomiche transoceaniche e non, che virtualmente conducono il visitatore in una sorta di Via crucis verso il bagno (con annessa turca).

 

Il Menù. Tra le innumerevoli opzioni del famigerato Menù dell’operaio vengono scelte le seguenti pietanze: Lasagna, Lavarello di lago al forno e patate lesse di contorno.Con caffè ed acqua minerale. Prosit.

La lasagna è una lasagna speciale. I motivi della sua unicità si palesano manifesti nella coesistenza di due distinti sapori, nel ristrettissimo spazio di 120 g. di pasta: Dixan e Liquirizia. Ebbene sì, quella che poteva sembrare una banale lasagna, in realtà è il piattodi punta del Menù dell’operaio. La Lasagna Dixan e Liquirizia, pietanza diamante del trittico Varenna, Menaggio; Bellagio.

In quanto al secondo, il lettore è d’uopo che vanga informato che il Lavarello è anche detto Coregone, e più o meno affine all’Agone, all’Alborella, alla Bottatrice, al Carpione al Cavedano,alla Tinca e alla Trota. Dopo queste indispensabili informazioni, e dopo un primo, ma anche un secondo assaggio il Lavarello conserva e porta seco gli stessi segreti aromatici al Dixan e alla Liquirizia, anche se, c’è da dirlo, rispetto alla lasagna nasconde delle sembianza da alimento.

Sulle patate di contorno, per loro gioia e fortuna, null’altro vi è da aggiungere.

Nobis.

 

Il Cuoco. Come detto prima, il ristorante è tappezzato da articoli e foto del cuoco, ritratto in pose plastiche e con molti anni di meno, ad Hong Kong quanto a Berlino o in Canada. Uno che ne sa tante insomma. Non a caso infatti appena il narratore si siede e spezzetta uno dei tre tozzi di pane del menù, il cuoco viene fuori dalla cucina e cambia canale del televisore.

Si rivela perciò per quello che è: un cuoco che non cuoca.

Il nuovo canale prescelto dalla sua sete di informazione è Telelombardia, spumeggiante emittente  sportiva che in quel preciso istante ricorda ai suoi telespettatori quanto la Juventus assomigli sempre di più ad una squadra di Eccellenza. Un’emittente assolutamente imparziale e cinica.

A seguito delle troppe cazzate, già esagerate nei titoli di testa del Tg, il cuoco si gira verso colui che continuava a prendere atto dell’inettitudine della propria squadra e dice: - Ma, che ho cambiato canale? Stavi vedendo il Tg?

-         No, non si preoccupi – risponde il narratore in tono affabile e provando a non rimanere soffocato; grazie a dosi di convivialità ignote e tosto scoperte, poi aggiunge: - Tanto dicono sempre le stesse cose.

Mossa che si rivela incauta e tendenzialmente sciocca, visto che il cuoco che non cuoca si sente in diritto di raccontargli aneddoti della sua vita.

Io ogni anno, a gennaio vado via un mese. Mi purufico. – dice il saggio cuoco. – Quest’anno me ne sono andato a Gennaio, il 2 precisamente e sono tornato il 29. Me ne sono andato che si parlava di puttanate e son tornato che si parla di puttane. Ma andassero in mooonaaa – aggiunge adirato prendendo la via della cucina. Quanta saggezza nelle parole del cuoco che non cuoca.

 

Mentre si avvia il processo di digestione del Menù dell’operaio (senza poche difficoltà) e il narratore paga il conto, dalla cucina, oltre al metallico rumore di stoviglie si sente la sciura che canta a squarciagola Mina ed Alessandra Amoroso. Il passato e il futuro. Uniti dal presente, le lische del Lavarello al forno.  


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24 settembre 2010


Al Pigneto, Roma


- Buscofen, tu dove lavori?


- Da Zzara.

- Da Zara? E che contratto c’hai?

- Indeterminato.

- Indeterminato?

- Indeterminato. Prendo milleducentottantasette euri al mese. Ma li odio. Li odio tutti.

- Perché?

- Perché sò fascisti.

- Sono fascisti?

- Si, nel negozio ce stà a ggerarchia.

- E per questo sono fascisti? Ma è normale che in un negozio di una multinazionale ci sia una gerarchia…

- Sì, sti cazzi. Quei rotti in culo se vestono tutti de nero. E quindi sò fascisti. E io li odio.

- Tutti.

- Tutti!



- Immagina che l’altro giorno hanno indetto uno sciopero i sindacati.

- E in quanti vi hanno preso parte?

- Solo io. Da solo ce stavo. Coi cartelloni. Fuori da Zzara. Da solo. Non puoi capì.

- Ma davvero?

- Tò ggiuro. Tanto je posso fà centoventi giorni de malattia prima d’ esse cacciato. Sto mese ho lavorato dieci giorni.

- Ma non vengono gli ispettori? O cazzate del genere?

- Ma de che oh… c’ ho problemi fisici, c’ho. E me devo annà a curà n’giro pè Roma.

- Sei davvero un furfantello irrefrenabile.

- Lo so. Lo so. Nun me frega nessuno.

- Ma proprio nessuno guarda…



- Oppure sai che jè faccio?

- Che gli fai?

- Er sabotaggio!

- Cioè?

- I clienti entrano ner negozio, vedono a robba, sà provano e magari nà comprono.

- Fin qui tutto regolare. 

- Daje… io qui davero faccio er fio de na mignotta. Perché guardo a robba tutta chè grinze e stropicciata e jà lascio lì. Nun je la piego. E loro nà vendono. E sa pijano ner culo.

- Più regolare de così…

- Se more.



- Ma hai mai pensato se fossero tutti come te? E se si comportassero tutti alla tua stessa maniera?

- Si, ci penso spesso. Sarebbe mejo. Molto mejo. Falliscono prima sti stronzi.


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10 luglio 2010


Durante le nozze argentee dei propri genitori.


Con Gristo, per Cristo e in Gristo, a te Dio padre onnipotente, creatore del cielo e della terra sia lod...

- Corri,corri. Prendi le chiavi di casa e vai da Felice e Fabrizio. ( zii) Corri!

- Ma  che…

- Corri! Muoviti!


Padre Nostro,che sei nei cie...


-  Che è successo, Feli?

-  Noo, niente. Se non vai a prendere le chiavi di casa si portano la macchina col carro attrezzi.


Sguardi compassionevoli della macchina, a metà strada tra la rampa del furgone giallo Paradiso Autotrasporti e la strada. Frenetica corsa in un pomeriggio messicano per salvare il salvabile e cinquanta euro pagati al momento, sull’unghia, al conducente duca del furgone.

Uno zio avanza, educatamente, un’equa ricevuta, giusto per non donare pro bono l’equivalente di un mezzo di cocaina.


-  Eh nooo. Nèn ta puzz fè à rcevout. Non ge l’ho il blocchetto.

- C cos? Mò pruprj ma là fè a rcevout. C t dòc 50 eur a gratùsc?

- E vabbù.. accom è fè...

- Mo pruprj!


Saaanto santoooooo, santoooo santo oo. Santo è il signore, Dio dell’universo. Osanna osannaosanna osanna aaa...


- Cheè successo?

- Niente, niente. Dio ci mette alla prova in tanti modi. Anche con le multe del carro attrezzi.

- Dai, scemunito.. Hai pagato? Se la sono portati la macchina, o no?

- No,no. È qui in coda per l’ostia.


Alleluiaaaaalleluia alleluiaaaaaaaaaaa. Alleluia, alleluuuuuuuuuuu ia.     


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11 febbraio 2010


Dopo soli due anni, il promesso post dell'indimenticato Giuseppe Ferron Spadaro

Citofono e mi presento. 
L’uomo-con-la-barba-somigliante-a-De Gregori senza esitare mi invita a salire. 
Incontro Cristiana (nome di fantasia). 
Con lei saliamo ripide scale. 
Prima della porta, nella tipica posizione del bravo tennista a rete, vedo l’ uomo-con-la-barba-somigliante-a-De Gregori. 
Con in mano, anziché la racchetta, la copertina di un disco esclama in forma interrogativa ed in cerca di conferme: “sei venuto per questo?”. 
Rispondo telegrafico: “esatto”. 
Con fare fiero e per mettere in chiaro le cose aggiunge: “a parte il fatto che questo è Mio”. 
Aggiungo “sei un uomo intuitivo”. 
“Grazie”. 
Ci congediamo: “buon pranzo”. 
“Buon pranzo anche a te”.

P.S. Ho ascoltato il disco. Non so a Cracovia. Ma a Canne della Battaglia arrivo saltellando e fischiando. Ad una sola gamba.

Giuseppe Spadaro


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14 dicembre 2009


L'abbandono di Via Meda 33/a


La casa è bianca. E vuota. I muri sono tornati bianchi, scevri da poster di film e fotografi.
Le ciambe delle mani e dei chiodi però resistono.
A coprirli, un inverosimile e grossolano stucco.
Via Meda 33/a sta per essere abbandonata al suo tragico destino. L’incuria dei proprietari, tanti, disinteressati e avidi, sommata all’accanimento del tempo, probabilmente condurranno il palazzo ad una prossima demolizione. La verticale voracità edilizia di Milano è tristemente nota.

Moltobene dunque, lascia il suo primo studio creativo, le mura domestiche dentro cui è nato, l’osservatorio privilegiato di tanti accadimenti narrati: dai celebri tortellini al peperoncino, alle abitudini alcoliche del caloroso bielorusso; dallo sconforto di Willy e del suo partito sempre perdente ai tentativi di messa in sesto dell’appartamento ( a cui Willy inorridiva al sol pensiero ). 
 
E' triste per la redazione di Moltobene rimembrare tutto quello che è successo in quel lillipuziano appartamento arroccato su delle scale hitchcockiane; quasi doloroso in questo Eurostar City che conduce i membri della sua redazione nella natia cittadina pugliese, accanto a signore leccesi che cuciono a maglia e parlano della diaspora dei loro figli.

Sarà questa infatti cagione per cui, invece di continuare ad intessere le righe seguenti di malinconia non troppo velata, la redazione chiuderà questa tranche de vie
descrivendo l’ultima notte passatavi insieme al suo compagno d’avventura più fedele e fidato, (anche perché unico coinquilino“legalmente” ufficiale) l’imperituro: Odisseo.
Questi infatti, pochi giorni fa, giunto a letto una volta terminata un’estenuante trattativa di fantacalcio volta a conservare nelle proprie fila la rivelazione juventina –probabilmente l’unica – Martin Caceres, vide il suo compagno di stanza, e gli rivolse le seguenti parole: “ Che tristezza sta casa. Tutta bianca. Tutta spoglia. Non sembra casa nostra”. L’A.d. di Moltobene, narratore in pectore di quanto qui avvenuto, non potette che asserire e abbozzare un triste cenno d’assenso.
Odisseo allora, si diresse verso il suo letto, si tolse le pantofole, tentò di ordinare la giungla delle lenzuola, e si infilò sotto le coperte. Prima di prendere sonno però e cadere nelle braccia di Orfeo, scoperchiando il piumone dal suo corpo da poco prono e volgendosi con il deretano verso il narratore aggiunse: “ Tutto devefinire come è cominciato “, emettendo un vigoroso e mefitico peto.

Ebbene, con questa novella, chiedendo venia per essersi scordato di menzionare la sua laurea su questa piattaforma virtuale come fatto in passato per altri cari amici,  Moltobene rende omaggio a tre anni di convivenza ed empatia profonda, nei confronti di quello che prima di esser stato un coinquilino è stato un amico fidato.

La stazione di Termoli non è mai stata molto briosa ma con le signore che continuano a cucire, i ragazzi dell’est che ad ogni fermata scendono dal treno per fumare e la signora accanto, mai doma nel parlare del figlio a Lampedusa, la redazione di Moltobene prende coscienza che in Via Meda non farà più ritorno.
E  non le resta che piangere.


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28 giugno 2009


Milano. Orario aperitivo. Colonne di San Lorenzo. Sulle panchine marmoree, un breve colloquio con un amico d’università.
“Giorgì, tutt’appost? Chi è sta uagliuncell che ti sta a fare aspettare? Io si, ho dato gli esami, e adesso sto preparando quelli per luglio…Quando scendi? Io a fine a luglio, devo finire di lavorare…”

Ma: Taratatà, sopraggiunge un amico del mio interlocutore.
- Gianmà, ce l’hai fatta?
- Ma si porcodio, sono stato due ore alla ricerca di quello stronzo, porcodio, e non l’ho mica trovato, porcodio.
- Lui è un mio amico, studia alla Iulm con me.
- Piacere.
- Piacere Gianmarco. Allora hai capito, Luigi?
- Cosa Gianmà?
- Ho cercato di trovare il tipo che mi aveva presentato il Toni, l’amico della Vale che esce con la
Franci, quello che m’ha venduto il fumo, porcodio… hai capito?
- Gianmà, ma a te non piace molto la sintesi ?
- Ma no, porcodio. Ho smesso di fumarmi quelle porcherie. È per questo che cercavo quel tizio,
porcodio. Gli dovevo spaccare la faccia quel deficiente di un pusher. Ma porcodio, io ti chiamo per
comprare qualcosa, e tu che fai? Mi dai questa merda? Porcodio, non è mica possibile una cosa del
genere.
- Gianmà, io nè fumo, nè ho capito niente di quello che hai detto, ma anche secondo me non è possibile una cosa del genere.
- Porcodio, no che non è possibile!

Nota postuma: pensavo che un mio collega brindisino fosse il più grande utilizzatore di intercalari (Compà) al minuto. Ho dovuto rigorosamente ricredermi.
Porcodio.


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  1. Ad una certa ora inizia un nuovo giorno
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  3. Si è operato al POLO d'Adamo.
  4. Ieri a "Ciao Darwin" giocavano Zoccole contro "Madri Lecite".
  5. Se io voglio gli occhi blu come devo fare?
  6. http://www.youtube.com/results?search_query=luca+erario+e+lo+spagnolo
  7. Hai la cicca per il dopo alito?
  8. - Sei di Barletta? - Si. - E Basta?
  9. http://www.youtube.com/watch?v=XgszlJMR7_E
  10. Ma il gobbo era di Nottingham o di Rotterdam?
  11. (Ad un professore d'informatica) Scusi, ma lei lo conosce Google Hearth ?
  12. Il grosso non piace, il definito piace! Se costruisci mostri, se mostri attrai!
  13. In un certo periodo della tua vita riesce ad essere difficile fare lo Iulm! 
  14. Ma se io vado da Canova, gli dò 5000 euroe gli dico di farmi entrare nella casa del Grande Fratello, lui ci riesce?
  15. Non tutti siamo uguali, quindi tutti siamo diversi.
  16. Sai, pensavo di stare peggio con gli esami. - E invece? - Invece sto messo male.
  17. Ero seduto sul posto accanto a uno che ha fatto il compattato di cui non l'ho passato
  18. Anglofono e anglofilo... è tipo Galatone e Galatina?
  19. Sono a Londra che studio italiano che devo preparare gli esami di Spagnolo....
  20. Oh ragazzi, non dite che io non conosco la storia. Mi ricordo tutto. Anche quando l'Italia ha vinto i mondiali nel '90.
  21. Oh ragazzi, ma l'Aquila non si trova nel Lazio?
  22. Io so che uno tra Hitler e Napoleone è morto in una vasca da bagno!
  23. Le torri gemelle sono cadute a novembre.
  24. L'America fu scoperta nel 1890.
  25. Ma dai, cosa dici... Matera è in Puglia.
  26. - Luca, ma dov'è morto Napoleone? (dopo un suggerimento mal compreso) - In viaggio. - Non in viaggio. Ad Ajaccio. Ma sai almeno che Ajaccio è in Corsica? - Si, si. Corsica in Spagna.
  27. - Luca, chi è Gandhi? - Uno scultore spagnolo...ha fatto la chiesa della famiglia e sono pure andato a vedere la sua casa. La casa di Gandhi! 
  28. Obama? il nome? Barack è il nome? Che brutto nome...
  29. Etiopia? Non lo so cos'è, ma deve essere roba di Africa...
  30. - Quindi hai imparato l'inglese a Glasdov? - Beh, ci ho provato. In Scozia lo parlano molto male. - Ma perche Glasdov è in Scozia?
  31. in questa settimana ti cerco vedere di provare e di richiederere se si può fare una ricarica 

                     

   SCRIPTA MANENT    

 

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Walter Viscardi

 

- Mamma, quando sarà, me la scrivi tu la Tesi? - Ed in cosa? - Non lo so. Basta che me la scrivi tu...

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- Che Bevi Fabrì? Un Gin Tonic?  - No. Non posso. Con un Gin Tonic faccio un altro figlio stasera... 

Zio Fabrizio

 

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Voi sapete che io bevo solo sul lavoro. Da poco però, ho iniziato a bere solo verso fine lavoro.

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Gli starnuti li sanno fare solo i merdosi

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Facciamo che ci diciamo amore per finta?

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- E tu di che squadra sei? - Io non seguo più il calcio. Da quando non gioca Batistuta questo sport non ha più senso.

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E' sotto i volti angelici che si nascondono le più grandi Moane Pozze

Marco Lomuscio 

 

In via Torino ( a Milano), a quest'ora c'è da camminare con la minchia in mano.

Gabriele " Gabs" Genovese

 

Penso che la signora Orietta Berti, assomigli ad un tortellino.

Alda Merini

 

In questa università si sta compiendo una tragedia. Per il fatto che voi non sapete niente. Ma davvero niente! Ogni secondo scompaiono secoli di nozioni millenarie. Così: puff!

Antonio Scurati  

 

Il Buddismo è una religione poliglotta

Dottor Ciao.

 

Solo Diliberto è più triste della carbonara mangiata con l'acqua (e senza il vino).

Io

 

  • Ma in questa festa che hai fatto con 7000 euro, ce n'erano almeno 1000 di valori?
  • Va bè... lei è stata con con dei ragazzi che sono dei Sex Symbol. Io invece sono un "ex" symbol

Pier Paolo Tanzi

 

 
Se io vengo a studiare qui, prendo una brutta piaga

Savio Losito 

                           

  • Mio figlio non m'interessa che venga intelligente e bravo a scuola, l'importante è che sia agile e scattante, come Martins
  • Leon Battista Alberti era un uomo "abbastanza intellettuale"
  • Se oggi ero donna vi soddisfavo tutti.     

Monio 

  • Da un grande potere derivano grandi responsabilità 

Zio Ben ( lo zio dell'Uomo Ragno)


  • Basta! Da oggi non bevo più. Devo ritornare il ragazzo genuino che ero. Genuino. Genuino.Genuino.     

Rambo 


  • Quel poveretto, non è che non ha mai letto un giornale, è che probabilmente non lo leggerà mai in vita sua. 
  • E questa è la rovina...che quando tutti e due siete all'antica, c chezz v'assì dà sàtt? L'arte contemporanea?              

Giuseppe Ferron Spadaro



  • Cecchi Paone ha accettato di andare sull' Isola dei Famosi , perchè credeva fosse a Mykonos

Ciccio Brambilla Dimiccoli

 

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Giada 

 

  • Ero in coda in autostrada e meditavo sul Barocchismo del mondo...

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Giuseppe Diella 

 

  • In Biblioteca, le più brutte fanno sempre più casino.

Capitano Daniel Francia

 

  • Ahhh, quindi al ritorno abbiamo fatto lo stesso tragitto dell'andata, però al contrario?

Woody (Din7)

 

  • Se i  Chihuahua non abbaiassero, guadagnerebbero di credibilità, loro, e tutti gli altri cani !
  • Io sono un grande "odiatore" di Msn.
  • Anche perchè, tutti i ragazzi che sono andati in Inghilterra con "L'INPS"...

Ulisse     



Nell '81 tutti quanti piangemmo per Alfredino, ma da che mondo è mondo, i bambini cadono nei pozzi da sempre...

Alberto Abruzzese


 

  • Da grande farò l'Asceta.
  • - Cinque per cinque?  - 25  - Eh vabbè, ma tu lo sapevi...
     

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Nessun uomo può andare a letto due volte per la prima volta con la stessa ragazza.

Eraclito 

                    

  • Dacci due ore e ci svegliamo in due secondi 
  • Se io avevo sta macchina, se io avevo sta macchina, se io avevo sta macchina, era bello!

F.Lion 


 

  • La tua stanza da di pasta e patate. Apri la finestra.
  • Con quei baffi sembri Domenio Modugno
  • Oggi sei vestito come un borgataro.  

Mio Padre

 


 

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