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Dio non è morto (e sta benissimo in Argentina)


Roba da Iulm


6 luglio 2009


L'esame di Semiotica

Sono le quattro di pomeriggio.

Il professore e la sua corte entrano in aula.

Gli alunni, disposti asimmetricamente sulle innumerevoli poltrone blu, attendono il loro destino, vocianti.

Il professore prima di fare l’appello dice di voler fare una premessa. Sarà breve.

Dopo 12 minuti di fitta parlantina e di Sub iudice sparati a manetta, è ancora lì ad illustrare e ad istruire sulle modalità d’esame. Conclude: “ Allora, siete quarantasei. Non siete molti. Riusciamo ad esaminarvi tutti oggi. Ma finiremo tardi. Molto tardi. Ma comunque prima di ieri. Ieri abbiamo finito alle dieci meno un quarto. Oggi finiremo alle otto e mezzo.”

Dopo il mefistofelico annuncio finale, alcuni alunni sprofondano sulle sedie, arrivando a lambire il pavimento; altri escono il ventaglio, per recuperare l’ossigenazione persa e per affrontare lo spavento; altri si attrezzano in maniera differente.

Fuori dall’aula infatti si assiste a scene irreali. Gli ultimi della lista, dal trentacinquesimo in poi, ovviano allo stress e all’attesa con metodi poco ortodossi.

C’è chi sfodera una Quechua dallo zaino e si adagia all’interno; chi chiama a raccolta i parenti e con una barbecue portatile (alias fornacella) comincia ad arrostire salamelle pavesi e chi stende sul prato del parchetto i materassini dati in dotazione dalla segreteria per galleggiare nelle piscinette.

Il professore e la sua corte nel frattempo, prima di iniziare l’erculeo tour de interrogation fa sgombrare momentaneamente l’aula per effettuare un ciclo di addominali e pilates.

Gli assistenti si rivelano più tonici e in forma rispetto al professore, il quale visibilmente alterato li accusa di avvantaggiarsi di una ripertinentizzazione e di una soffittizzazione abusiva, congiunte ad un lifestyle che penalizza il suo mè-carne in modo ecessivo.

 

Alle 16:20 inizia l’esame. Alle 20:30 termina.

I vigilantes riuniti vicino all’unica aula rimasta aperta minacciano il professore e la corte di arrivare alle mani in caso di mancato sgombero dell’aula. Sono stanchi. Le loro famiglie li richiedono e non possono di nuovo fare gli straordinari fino alle ventidue, come il giorno prima.

Il professore Basso allora, esce dall’aula a parlare con il capo delle guardie Fulvietti.

Fulvietti spiega che una cosa del genere è incomprensibile quanto inaccettabile. Basso dice che non è colpa sua, si prenda il Macbeth ad esempio. L’anticipazione destinale di cui è vittima…

A Fulvietti non interessa Macbeth. Al massimo Mc Donald, visto l’orario. Tra i due c’è poco empatia, la situazione è greve.

Non riescono a ridurre indeterminazione, pensa la corte mentre assiste alla scena. Vorrebbero intervenire ma non si sentono sicuri. Per questo riprendono a fare pilates. Uno due tre quattro e vai vai vai vai. La gamba, la gamba, e tre e quattro.  E vai.

 

Fulvietti e Basso nel frattempo stanno per prendersi a botte.

Non c’è ruolo attanziale che tenga.

Poco prima che Fulvietti scocchi un job al prestante professore, arriva un camioncino. Consegna pizze ordinate una mezz’oretta prima da un gruppo di studenti sull’orlo del calo di pressione. Tocca mangiarle e pagarle alla corte, al professor Basso, alla guardia Fulvietti e ai suoi bravi.

Non finisce a tarallucci e vino.

Ma siamo quasi là… 


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9 aprile 2009


Mappa topografica e sociale dei gruppi del terzo anno del C.d.l. in Scienze e Tecnologie della Comunicazione.

Ogni gruppo ricopre una zona dell’aula, ha un numero preciso di partecipanti e delle caratteristiche comuni.
Per semplicità scientifica si prenderà a riferimento l’aula 402 dell’Università IULM – MILANO e la relativa disposizione in classe dei seguenti gruppi:

Il Club del calzino Bianco: formato da irriducibili sostenitori di qualsivoglia lezione, solitamente posizionato al centro dell’aula, non tra le prime file ma neanche nelle ultime. Solido, solidale e ben strutturato. Peculiarità: il calzino bianco di spugna alla Micheal Jackson sotto tutti i tipi di pantalone.

I Vinti: afflitti dalla vita e dall’università sono in aula perché devono. E basta. Solitamente posizionati ai lati estremi di ogni fila o in fondo all’aula in posizioni idonee allo sviluppo di noia, sonnolenza e odio nei confronti della vita. Non godono di affiatato cameratismo, non hanno una sede sociale del loro partito, non vedono l’ora di laurearsi. Per fuggire.

Gli Invincibili: seguono tutto, sempre e comunque. Con qualsiasi agente atmosferico, in qualsiasi periodo dell’anno con qualunque professore, loro ci sono. Non vi è dubbio alcuno. Non hanno una collocazione spaziale precisa. Per loro l’importante è esserci. Il dove è una facezia.

Gli amici della Teconologia: a loro volta divisi in:
            
Gameboy is my life: uno sparuto drappello di sottoscriventi siti solitamente sul lato sinistro dell’aula. Per loro la lezione è un affannoso scarabocchiare sulla lavagnetta del Game boy. Si può parlare anche di un problema che li tange direttamente, ma niente vale quanto una partita a Super Mario e al subitaneo confronto con l’amico/avversario, compagno di giochi virtuali e di ore spese a rincoglionirsi.
            Laptop in my earth: a volte pendolari, a volte residenti, anche loro come i loro parenti della categoria suddetta sono soliti occupare posti laterali. Dotati di connessioni senza fili, sfruttano il computer non per prendere appunti in modo più rapido e comodo, bensì per giocare a Pc Calcio, per aggiornare e curiosare personali e altrui affari su Facebook o eventualmente per chattare su Msn. D’altronde è noto: l’organismo ha bisogno fisiologicamente di un’ora al giorno di chat. Non rimandare al domani quello che si può fare oggi; sempre meglio chattare in classe e adempire ai propri doveri di buon cittadino.

I ghirigori: la volontà non manca. Ma la capacità di attenzione è una vera canaglia. I partecipanti a questo gruppo difatti, dopo massimo quindici minuti sono vittime delle burle dell’attenzione che distoglie il focus dalle parole del professore verso il foglio bianco, tentatore e satanico. Come sacerdoti che svolgono il loro rito, gli appartenenti iniziano a disegnare e riempire inconsciamente il foglio di figure imprecisate. Camaleontici nella disposizione in aula, non sono membri ma vittime inconsapevoli del gruppo a cui appartengono.

I Gazzettiani (dello Sport): hanno il loro raggio d’azione per ovvi motivi in fondo all’aula. Scaltri e subdoli, fanno credere ai professori che tra loro parlano e discutono animatamente riguardo contenuti riportati in aula dal docente. I professori ignari, non sanno invece che l’oggetto delle loro feroci critiche è l’ultimo cambio di Ancelotti nella trasferta del Milan a Siena o la dichiarazione piccante di Mourinho. Fedeli al loro credo, metodici nell’acquisto e gelosi nel possesso del loro bene primario: la Gazzetta dello Sport.

Il circolo della Logorrea: condividono e diffondono in modo semiparziale il credo de Gli Invincibili, differiscono infatti da questi nel verbo principale e oggetto della loro azione: parlare. Non importa la materia, il professore e l’argomento. Loro danno fiato alla bocca, emettono aria. L’assenza di contenuti nelle domande poste e lo sbigottimento dei professori che le ricevono sono veniali incidenti di percorso che non scoraggiano bensì aumentano l’autostima dei partecipanti al circolo. Com’è semplice intuire, prendono posizione in prima o massimo seconda fila per espletare al meglio la loro missione: rompere il cazzo.

Post soggetto a possibili modifiche o aggiunte. 


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23 febbraio 2009


SULLE SCALE MOBILI   



-         Ma tu sei un tennista?
-         Mmm… no! Purtroppo no. Perché?
-         Perché hai la faccia da tennista!
-         Guarda… grazie. In realtà il tennis mi piace da morire. Lo guardo sempre. Ma non ci so giocare.
-         Ahhh…
-         Tento di sopperire con delle vane consolazioni: i racchettoni, il ping pong… Ma so bene che non è
la stessa cosa.
-         Hai proprio la faccia da tennista!
-         Grazie.
-         Prego.
-         Ciao.
-         Ciao.

Game. Set. Match. D.M.T.


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14 dicembre 2008


-          Oh Andre

-          Oh Fil.

-          Bella.

-          Bella.

-          Com’è?

-          Tutto bene. E a te?

-          Tutto bene, zio.

-          Bella.

-          Bella.

-          Eri a lezione?

-          Minchia oh, sono uscito adesso dalla lezione di cinema.

-          Quella con Canova?

-          Si oh, lui è troppo un grande…

-          È vero. Ed è anche figo.

-          Miiinchia.

-          Oggi ci ha fatto vedere la lista dei film da vedere per l’esame.

-          Sono tanti?

-          No, tanti no. Però certi sono pesanti.

-          Minchia.

-          Minchia.

-          Ma che genere di film sono?

-          Alcuni sono molto vecchi. Certe robe di Antonioni, Fellini, Viscontini…

-          Dai, vai tranqui allora…

-          Si, ceee. Che so… La dolce vita, La grande guerra, Rocco e i suoi figli…

 

Certo.

Balboa, Siffredi, Tanica.


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26 novembre 2008


In Biblioteca.

- Uei.
- Uè.
- Che stai facendo? Stai leggendo?
- Si. E' abbstanza evidente, no?
- Stai facendo finta di essere intetressato?
- No. Io sono interessato. Non faccio finta.
- Ho capito... Senti ma, su questo giornale non c'è l'oroscopo?

(Dopo secondi di acuto imbarazzo)

- Ehm, no...
- Va bè. Ok.  Ci vediamo in mensa.
- Certo. Buon oroscopo. A dopo.

Sob. Sob. Sigh. Sigh.
 


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11 settembre 2008


In una delle (molteplici) pause

-         Ei ma hai sentito il fatto di M.?
-         No, veramente no.
-         È andata a fare lo stage all’Arsenal. Ufficio stampa.
-         Davvero?
-         Si, si.
-         Bellissimoooo.
-         E poi approfitta di quest’esperienza per fare la tesi.
-         Eh beh, certo…
-         Mi sa che la sua tesi verterà sul confronto tra l’ufficio stampa del Milan e dell’Asenal. O qualcosa
del genere..
-         Ma davvero? Fantastico… ma perché scusa, è stata anche nell’ufficio stampa del Milan?
-         Come no!
-         Mamma mia che culo però…
-          È anche figlia di Carletto Ancellotti. Se non c’è stata lei…
-         Ah, ok. E mi sembra giusto…

Sob. Sob. Sigh.




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27 maggio 2008


Sulle scale mobili

-         Ooo Fil
-         Ooo Andre.
-         Com’è?
-         Bellaaa.
-         Bellaaa ‘zzio.
-         Lo sai che l’ho capito?
-         Cosa?
-         Le robe di cui parlavamo l’altro giorno
-         Che robe?
-         Delle Silver.
-         Aahh, minchia, è vero


-         Ti ricordi che puzzavano di piscia di gatto?
-         Minchia, è vero. E hai scoperto di cosa puzzano invece?
-         Si, tranqui.
-         Di cosa?
-         Di piscia di gatto.
-         Ahaahh, grandeee. Figa ooo, è vero…
-         Io credevo fosse per l’Air, invece, figa, è proprio così.
-         Minchia ooo, sei troppo un grande.
-         Bella!




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23 aprile 2008


Frutto di recenti pomeriggi fancazzisti in facoltà:

"Nel 1995 Goldberg propose provocatoriariamente la dipendenza da Internet all’interno del DSM con il nome di Internet Addiction Disorder (IAD). Da allora una serie di studi empirici sollecitati dalla provocazione di Goldberg ha effettivamente confermato la possibilità di situazioni di dipendenza dalla rete diagnosticata attraverso la rilevazione dei seguenti indicatori:

  1. bisogno di trascorre in rete un tempo sempre maggiore per ottenere soddisfazione.
  2. marcate riduzione d’interesse per le altre attività che non siano Internet.
  3. sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on line, classici sintomi astinenziali.
  4. necessità di accedere alla rete sempre più frequentemente o per periodi più prolungati rispetto all’intenzione iniziale.
  5. impossibilità d’interrompere o tenere sottocontrollo l’uso di internet.
  6. dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete.
  7. continuare ad utilizzare Internet nonostante la consapevolezza dei problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete."




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  1. Ad una certa ora inizia un nuovo giorno
  2. Tu, per me, sei una fonte di direzioni da seguire!
  3. Si è operato al POLO d'Adamo.
  4. Ieri a "Ciao Darwin" giocavano Zoccole contro "Madri Lecite".
  5. Se io voglio gli occhi blu come devo fare?
  6. http://www.youtube.com/results?search_query=luca+erario+e+lo+spagnolo
  7. Hai la cicca per il dopo alito?
  8. - Sei di Barletta? - Si. - E Basta?
  9. http://www.youtube.com/watch?v=XgszlJMR7_E
  10. Ma il gobbo era di Nottingham o di Rotterdam?
  11. (Ad un professore d'informatica) Scusi, ma lei lo conosce Google Hearth ?
  12. Il grosso non piace, il definito piace! Se costruisci mostri, se mostri attrai!
  13. In un certo periodo della tua vita riesce ad essere difficile fare lo Iulm! 
  14. Ma se io vado da Canova, gli dò 5000 euroe gli dico di farmi entrare nella casa del Grande Fratello, lui ci riesce?
  15. Non tutti siamo uguali, quindi tutti siamo diversi.
  16. Sai, pensavo di stare peggio con gli esami. - E invece? - Invece sto messo male.
  17. Ero seduto sul posto accanto a uno che ha fatto il compattato di cui non l'ho passato
  18. Anglofono e anglofilo... è tipo Galatone e Galatina?
  19. Sono a Londra che studio italiano che devo preparare gli esami di Spagnolo....
  20. Oh ragazzi, non dite che io non conosco la storia. Mi ricordo tutto. Anche quando l'Italia ha vinto i mondiali nel '90.
  21. Oh ragazzi, ma l'Aquila non si trova nel Lazio?
  22. Io so che uno tra Hitler e Napoleone è morto in una vasca da bagno!
  23. Le torri gemelle sono cadute a novembre.
  24. L'America fu scoperta nel 1890.
  25. Ma dai, cosa dici... Matera è in Puglia.
  26. - Luca, ma dov'è morto Napoleone? (dopo un suggerimento mal compreso) - In viaggio. - Non in viaggio. Ad Ajaccio. Ma sai almeno che Ajaccio è in Corsica? - Si, si. Corsica in Spagna.
  27. - Luca, chi è Gandhi? - Uno scultore spagnolo...ha fatto la chiesa della famiglia e sono pure andato a vedere la sua casa. La casa di Gandhi! 
  28. Obama? il nome? Barack è il nome? Che brutto nome...
  29. Etiopia? Non lo so cos'è, ma deve essere roba di Africa...
  30. - Quindi hai imparato l'inglese a Glasdov? - Beh, ci ho provato. In Scozia lo parlano molto male. - Ma perche Glasdov è in Scozia?
  31. in questa settimana ti cerco vedere di provare e di richiederere se si può fare una ricarica 

                     

   SCRIPTA MANENT    

 

- Al diavolo la vita sociale quando hai un giradischi...

Walter Viscardi

 

- Mamma, quando sarà, me la scrivi tu la Tesi? - Ed in cosa? - Non lo so. Basta che me la scrivi tu...

U'Bazitt

 

- Che Bevi Fabrì? Un Gin Tonic?  - No. Non posso. Con un Gin Tonic faccio un altro figlio stasera... 

Zio Fabrizio

 

- Cosa fa Valeria nella vita? - Ingrassa. 

Ilaria Santeramo

 

Voi sapete che io bevo solo sul lavoro. Da poco però, ho iniziato a bere solo verso fine lavoro.

Vinicio Capossela 

 

Gli starnuti li sanno fare solo i merdosi

Marilia Quattrini

 

Facciamo che ci diciamo amore per finta?

Claudia Lacerenza

 

- E tu di che squadra sei? - Io non seguo più il calcio. Da quando non gioca Batistuta questo sport non ha più senso.

Anonimo spettatore della Bet Shop in via Pomponazzi 

 

E' sotto i volti angelici che si nascondono le più grandi Moane Pozze

Marco Lomuscio 

 

In via Torino ( a Milano), a quest'ora c'è da camminare con la minchia in mano.

Gabriele " Gabs" Genovese

 

Penso che la signora Orietta Berti, assomigli ad un tortellino.

Alda Merini

 

In questa università si sta compiendo una tragedia. Per il fatto che voi non sapete niente. Ma davvero niente! Ogni secondo scompaiono secoli di nozioni millenarie. Così: puff!

Antonio Scurati  

 

Il Buddismo è una religione poliglotta

Dottor Ciao.

 

Solo Diliberto è più triste della carbonara mangiata con l'acqua (e senza il vino).

Io

 

  • Ma in questa festa che hai fatto con 7000 euro, ce n'erano almeno 1000 di valori?
  • Va bè... lei è stata con con dei ragazzi che sono dei Sex Symbol. Io invece sono un "ex" symbol

Pier Paolo Tanzi

 

 
Se io vengo a studiare qui, prendo una brutta piaga

Savio Losito 

                           

  • Mio figlio non m'interessa che venga intelligente e bravo a scuola, l'importante è che sia agile e scattante, come Martins
  • Leon Battista Alberti era un uomo "abbastanza intellettuale"
  • Se oggi ero donna vi soddisfavo tutti.     

Monio 

  • Da un grande potere derivano grandi responsabilità 

Zio Ben ( lo zio dell'Uomo Ragno)


  • Basta! Da oggi non bevo più. Devo ritornare il ragazzo genuino che ero. Genuino. Genuino.Genuino.     

Rambo 


  • Quel poveretto, non è che non ha mai letto un giornale, è che probabilmente non lo leggerà mai in vita sua. 
  • E questa è la rovina...che quando tutti e due siete all'antica, c chezz v'assì dà sàtt? L'arte contemporanea?              

Giuseppe Ferron Spadaro



  • Cecchi Paone ha accettato di andare sull' Isola dei Famosi , perchè credeva fosse a Mykonos

Ciccio Brambilla Dimiccoli

 

  • "Benvenuti nella Repubblica Indipendente del mio PC"

Giada 

 

  • Ero in coda in autostrada e meditavo sul Barocchismo del mondo...

Gianni Canova  

 

  • Le vere artiste sono le mamme che fanno le figlie bone.

Giuseppe Diella 

 

  • In Biblioteca, le più brutte fanno sempre più casino.

Capitano Daniel Francia

 

  • Ahhh, quindi al ritorno abbiamo fatto lo stesso tragitto dell'andata, però al contrario?

Woody (Din7)

 

  • Se i  Chihuahua non abbaiassero, guadagnerebbero di credibilità, loro, e tutti gli altri cani !
  • Io sono un grande "odiatore" di Msn.
  • Anche perchè, tutti i ragazzi che sono andati in Inghilterra con "L'INPS"...

Ulisse     



Nell '81 tutti quanti piangemmo per Alfredino, ma da che mondo è mondo, i bambini cadono nei pozzi da sempre...

Alberto Abruzzese


 

  • Da grande farò l'Asceta.
  • - Cinque per cinque?  - 25  - Eh vabbè, ma tu lo sapevi...
     

Mimmus


 

Nessun uomo può andare a letto due volte per la prima volta con la stessa ragazza.

Eraclito 

                    

  • Dacci due ore e ci svegliamo in due secondi 
  • Se io avevo sta macchina, se io avevo sta macchina, se io avevo sta macchina, era bello!

F.Lion 


 

  • La tua stanza da di pasta e patate. Apri la finestra.
  • Con quei baffi sembri Domenio Modugno
  • Oggi sei vestito come un borgataro.  

Mio Padre

 


 

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