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moltobene
Dio non è morto (e sta benissimo in Argentina)


Fatti dalla/della Terra Natìa


19 ottobre 2012


Stazione di servizio Eni.


-        Ciao.

-        Ciao.

-        Mi puoi cambiare venti euro?

-        No. Ting sol chèss (mostrando un paccoccio di banconote non concernenti la taglia da 10 euro)

-        Ah… perche dovrei fare 10 euro di benzina e 10 di gas…

-        E vè preim do ghès, e fattill cambè da jid.

-        Ah, ok. Giusto. Ti ringrazio.

-        Pù vìn dù e jej t fezz l’alta dic d benzein. Capeit?

 

E 10 euro di italiano, cordiale benzinaio, non te le vuoifare invece?


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2 settembre 2011


A fine estate, con l’apparente fine della torrida calura e con qualche falange dissestata a causa del beach volley, Moltobene riporterà qualche considerazione riguardo ad un precipuo tema estivo: l’abbronzatura. In particolare si concentrerà sull’applicazione maniacale e sulla funzione di status che questa svolge nella città di Barletta.

È noto ai più che codesta città si affaccia sul mare, sul mare Adriatico per la precisione. Per essere pignoli ma corretti, è noto che questa città gode dell’unico tratto di costa in cui il mare è orribile. Repetita iuvant: unico. Ed orribile. Basta spostarsi di una ventina di chilometri a Nord o di altrettanti a Sud e si troveranno fondali che non riproducono in larga scala il dado Star. Essendo poi la fauna marina e la stessa acqua, soprattutto nei mesi dell’anno più caldi, di poco pregio, molti abitanti di questa cittadina, vanno al sole, non vanno al mare. Udendo loro discorsi, è anche possibile imbattersi in simili affermazioni bizzarre: “ Sai che oggi mi sono fatto il bagno al mare? Non lo facevo da tre anni. Andandoci da tre estati di seguito però. “ 
Fatta eccezione quindi per coloro i quali frequentano lande eremitiche a ridosso del porto, come il Braccio ad esempio, in cui la lingua italiana stenta ad affermarsi e il sole raggiunta l’ora di pranzo fa diventare albini i mori, il mare è l’habitat da cui si pescano le cozze o l’ambiente adibito al versamento della fognatura e dei rifiuti delle industrie. Sì, perché anche a Barletta vi sono delle industrie. 
Addirittura. 

Si immagini dunque, chi, frequentando spiagge, popolate in larga misura da uomini e donne amaranto o a causa di un ereditato fototipo molto chiaro o a causa di una ripugnanza verso la tecnica rettile, consistente nello svenire ed entrare in coma farmacologico di fronte al sole di agosto, continua imperterrito ad essere leggermente abbronzato, lievemente rosso, ma sicuramente non nero. Le reazioni sono svariate e di gradazione diversa.

C’è chi mentre parli ti scruta, ti osserva, sorride alle facezie che racconti, ma nel primo calo di tensione come una cosa che capita senza problemi e remore, sorridendo ti dice che alla fin fine non sei molto nero; c’è chi è nero dalla festa del papà e conscio di questa sua supremazia di melanina, con una faccia quasi preoccupata, un po’ in ansia, ti dice che quest’anno non sei molto abbronzato. 
C’è chi poi ha degli avi abissini e con un giorno di mare sottoscrive il programma di intenti degli Amaranto’s. Costui/costoro (castoro) non sono né preoccupati né senza remore. Gli fai schifo. “Hou, come stai bianco però...” pronunciano corrugando le labbra con un punta di disgusto. Infine ci sono i peggiori, quelli che ti salutano, da lontano magari e ancor prima di sentire se stai bene o male, come sono andate le vacanze, se hai fatto le vacanze, vomitano addosso la loro incredulità. Stai bbbianncoooooo… 

A tutta questa gente, non interessa se al mare ti rechi dopo le 15:00; che non fai dello svenimento forzoso e della tintarella con sofferenza e sudore uno stile di vita; che anche se in un bel mare e soltanto in acqua, usi la protezione cinquemila; che cambiare i connotati è soltanto una metafora. E che il sole, troppo sole, alla fin fine proprio bene non fa. 

Ecco perchè io vorrei…


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17 maggio 2011


Giuseppe Ferron Spadaro: dopo un breve colloquio via Skype con Sartori e Mannheimer conclusosi con una pernacchia a testa, il tessitore elettorale di via Alvisi ha inviato una guida precettistica a Karl Rove, mentore dei repubblicani nelle vittorie U.S.A., intitolata: Come vincere in leggiadria le elezioni dalla Baldacchini alla Dimiccoli.
“Per arrivare tonici e gajardi a questa tornata elettorale ho costretto Michele Lasala a seguire il mio metodo” ha sentenziato il suddetto, ovvero, un bioritmo impostato sulla lettura delle testate giornalistiche dalla Val di Susa all’agrigentino, da fare accuratamente in vestaglia di lana scozzese e fumando più di una Marlboro in cucina.
Terrà fede al pegno elettorale fatto ad inizio campagna. In onore del suo mito, Lady Gaga, trascorrerà sabato sera in una tutina violacea di fustagno con un frustino in mano, idoneo e utile a mescolare il Mojito del Donafina. La “n” portoghese non si sa dove andarla a prendere…

Michele Lasala: ebbro di felicità, il secondo candidato al Consiglio comunale di Barletta per numero di voti, nonostante tutto rimane con i piedi per terra. Assicura, nel discorso post brindisi, a tutti i suoi elettori il raggiungimento di facili obiettivi, tra cui: un parcheggio a ridosso del cavalcavia, un ippodromo a Ponente, un porto turistico a Levante, un Casinò in via d’Aragona, un’assidua presenza al palazzo di città, l’invasione armata di Minervino e Spinazzola, il divieto di balneazione a tutti i cittadini andriesi e almeno tre linee della metro. Con la sua solita docilità verbale poi, placa anche le prime critiche degli avversari, ribadendo che portare il Barletta in Europa League continua ad essere uno dei suoi primi punti del programma elettorale.

Giuliana Damato: radiosa, brillante, charmant, grintosa, l’infaticabile web master e portavoce del comitato elettorale, va valorizzata nella sua immensa unicità anche e soprattutto per l’ingrato compito affidatole dal Lasala: gestire i rapporti con l’Ambasciata Dominicana.
Abel Fernando Gutierrez de Martin, console nato a Santo Domingo e trasferitosi a Lamezia Terme- Nicastro, da tre mesi ormai manifesta e ribadisce giornalmente il suo sostegno al candidato tramite interposta persona. Giuliana Damato però ormai non ne può più di ripetere Hasta Lasala Siempre e di dare buca alle offerte di bachata su Group On dell’ambasciatore caraibico calabrese.
Tremante, ieri sera, ha assistito allo spoglio, non per l’avvenire roseo e impegnativo che le spetta, ma per la promessa fatta al console. In linea con la Svolta di Salerno, è stato pattuito il Compromesso di Potenza. Un corso di dodici lezioni di tarantella lucana, da fare consecutivamente con de Martin.

Giuseppe Giuggi Dimonte: braccato dall’intellighenzia del suo partito d’appartenenza, quindi braccato giusto da due o tre persone, il Dimonte è stato l’arma in più di questo trionfo elettorale.
Arguto come Bocchino (Italo) e spigliato come Carosone (Renato) il Dimonte, chiamato dai suoi colleghi anglofoni Ofhill, alle prime domande e richieste di collaborazione ha risposto: “ Io, Giuggi, sono pronto, preciso e soprattutto schietto”. Un po’ amareggiato per le vicende franco americane di D.S.K. suo compagno di doppio nei tornei di volano fatti prima che il deltoide si consumasse nelle bische di Japigia, ieri sera ha sia incoraggiato il console de Martin, dicendogli di non mollare con la Damato, e sia iniziato a curare le future alleanze del candidato per continuare con questo trend di gioventù. Allertati: Del Turco, De Mita, Pomicino, Gelli e Craxi (Stefania), pidiellini obbligatori per evitare il trattamento “Via Caetani” del suo partito.

Gaetano Corsini: segnalato dalla polizia postale come primo ed unico caso di inquinamento edilizio elettronico a causa di troppi post e commenti sul wall di Facebook, risiede in questura in attesa di un’udienza preliminare. Dopo aver ripetuto per 1072 volte alle guardie, per giustificarsi, che la politica, per lui, è una cosa seria quasi quanto adescare le donne su Badoo, non è detto che esca in tempo utile per i festeggiamenti di 1072 ore che il comitato elettorale ha organizzato nella pizzeria New Pirati.


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24 novembre 2009


 

-         Davideeee, ù martìd sopasòp, so fè…

-         Ehhh…

-         Ù màrtìd sopasòp, so fè…

-         Ehhh…

-         Sopasòp, u martìd so fè...

-         Ah, vabbù.

 

 

-         Davide, lascia che il martello svolga il suo operato, lassù…

-         Come dici?

-         Lascia che il martello svolga il suo operato, lassù…

-         Con sommo rammarico devo chiederti di ripetere quanto detto.

-         È d’uopo che lassù il martello faccia quanto indicatogli.

      -      Perfetto. Ho inteso.  


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5 ottobre 2009


 


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4 gennaio 2009





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29 dicembre 2008





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23 dicembre 2008


I giovani barlettani dai 15 ai 30 anni, fatte alcune doverose eccezioni, sono soliti ritrovarsi al caffè Amarcord. Per sostare dentro o fuori l’Amarcord, è bene che ogni barlettano si attenga alle seguenti convezioni vigenti anche se non scritte.

La pronuncia. Sebbene Amarcord si pronunci con l’accento sulla “o”, nessuno o davvero in pochi, si attengono alla regola. L’Amarcòrd è per tutti quanti: l’A’marcord. Se li sentisse Fellini…
La postura. Bisogna avere una postura e una posizione sia all’interno che all’esterno del locale, tale da vedere e fasi vedere da tutta la fauna umana circostante. Nel caso in cui ci si trovi di spalle al gruppo di conversazione, è bene attuare delle ripetute e metodiche torsioni del busto, in modo tale da monitorare chi sta venendo, chi se ne sta andando e chi sta passando fortuitamente.
Ora la prassi vuole che dopo quanto elencato, si dica, con braccia conserte e fare stressato: “ Hou, p’rà jèj dù m ràmb u chèzz*” (* Accipicchia che noia in codesto luogo)Ma nulla cambia sostanzialmente. Si continua a stare come si stava. In un dolce far niente paralizzante.

Dicevamo, una volta assunta la posizione – civetta, è bene acclimatarsi con conversazioni appropriate. Dopo trentacinque secondi è opportuno introdurre il macroargomento CALCIO, che spazia dalle sorti della propria squadra del cuore, ai risultati delle squadre di categorie regionali, dalla prima divisione alla seria B. Se il giorno in cui si sosta fuori/dentro l’Amarcord è la domenica, la discussione calcistica può scattare anche dopo cinque, sei secondi; giusto dopo i saluti iniziali.
Dopo aver passato in rassegna i principali risultati della serie A, diviene essenziale e imprescindibile parlare di SCOMMESSE, facendo notare agli astanti:
§ La mancata vincita della scommessa, a causa di una, e sottolineo, di una sola partita.
§ Il risultato inatteso che ha fatto ‘zombare’ il biglietto.
§ A cinque minuti dal termine delle partite, le scommesse giocate erano tutte esatte. Il gol all’ultimo minuto ha impedito di “prendere il biglietto”

Esauriti gli argomenti sportivi ( quindi dopo un’ora di accanite discussioni) si passa al monitoraggio delle bellezze locali, non risparmiandosi dalle critiche, dagli apprezzamenti, e dai pettegolezzi più puri.
Dopo la rassegna di seni e sederi, nel fine settimana si analizzano le alternative più valide per la nottata, nei giorni lavorativi invece ci si rassegna ad una serata in casa.
Oltre alle regole comportamentali sopraelencate è bene avere anche un abbigliamento consono al luogo in cui si sosta: giubbottino scuro di marca, maglioncino e camicia o felpa Dsquared o Franklin e Marshall, pantaloni aderenti chiari o jeans semplici, scarpa da ginnastica facilmente abbinabile o Hogan, Munich.

Qualora si faccia attività fisica professionistica o dilettantistica è consigliato sostare con il borsone fuori.
Infine, è sempre meglio lasciare la macchina in doppia fila con le quattro frecce azionate, che fare giri chilometrici in zona e non trovare parcheggio in tempi utili.
Si spera che queste poche regole possano facilitarvi durante il vostro ozio nei pressi del Caffè Amarcord.
Felicitazioni.


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  6. http://www.youtube.com/results?search_query=luca+erario+e+lo+spagnolo
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  9. http://www.youtube.com/watch?v=XgszlJMR7_E
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  12. Il grosso non piace, il definito piace! Se costruisci mostri, se mostri attrai!
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  14. Ma se io vado da Canova, gli dò 5000 euroe gli dico di farmi entrare nella casa del Grande Fratello, lui ci riesce?
  15. Non tutti siamo uguali, quindi tutti siamo diversi.
  16. Sai, pensavo di stare peggio con gli esami. - E invece? - Invece sto messo male.
  17. Ero seduto sul posto accanto a uno che ha fatto il compattato di cui non l'ho passato
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  22. Io so che uno tra Hitler e Napoleone è morto in una vasca da bagno!
  23. Le torri gemelle sono cadute a novembre.
  24. L'America fu scoperta nel 1890.
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  27. - Luca, chi è Gandhi? - Uno scultore spagnolo...ha fatto la chiesa della famiglia e sono pure andato a vedere la sua casa. La casa di Gandhi! 
  28. Obama? il nome? Barack è il nome? Che brutto nome...
  29. Etiopia? Non lo so cos'è, ma deve essere roba di Africa...
  30. - Quindi hai imparato l'inglese a Glasdov? - Beh, ci ho provato. In Scozia lo parlano molto male. - Ma perche Glasdov è in Scozia?
  31. in questa settimana ti cerco vedere di provare e di richiederere se si può fare una ricarica 

                     

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  • Oggi sei vestito come un borgataro.  

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