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moltobene
Dio non è morto (e sta benissimo in Argentina)


Diario


6 maggio 2013


Ne abbiamo passate tante insieme.

Tu però adesso, Moltobene, sei diventato anziano.

La tua piattaforma poi, non ne parliamo...

È per questo che ci separiamo. Metaforicamente.

Traslochiamo, ecco...

https://giorgiodamatosenzapostrofo.wordpress.com/


Una nuova casa, una nuova piattaforma, una nuova esperienza.

Vi voglio bene.

Giorgio D.M.T.


19 marzo 2013


- Eee buongiorno, sono Evaristo, potrei parlare con Gaetana?
- Un attimo solo. Gliela passo.

“ I just call. Tu tu tu tu. To say. Tu tu tu tu. I love you. Pa pa pa pa pa pa Siete collegati con la segr…”

- Ciao.
- Ciao. Ma come mai mi chiami in ufficio?
- Perché volevo fare qualcosa di istituzionale… Senti, volevo dirti una cosa.
- Dimmi pure.
- Hai visto che bella giornata fuori?
- Sì, bellissima.
- Ho pensato… Che ne dici di amarmi?
- Evaristo, dai… lo sai. Te l’ho detto… non posso amarti. Io non ti amo. Non ti amo più.
- Ah… ho capito. Va bè, potremmo riprovare domani. Con il brutto tempo.
- Ma no… non dipende dal tempo. Non ti amo a prescindere. Col bel tempo e col brutto tempo.
- Ne sei proprio sicura?
- Abbastanza…
- Ho capito… senti, e se ti dicessi che per riconquistarti mi sono iscritto ad un corso di lotta greco romana?
- Non cambierebbe la situazione.
- Mmm…. Va bè dai, senti, se poi per caso scopri che mi ami ancora, mi avvisi?
- Sì. Ti mando un messaggio.
- Ok. Perfetto. Allora buona giornata.
- Anche a te. Salutami il senior manager per cui hai deciso di lasciarmi.
- Lo farò. Non ti preoccupare. Un bacio.
- Un bacione.



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18 marzo 2013




Cosa farai,
nostra signora degli Hipster
adesso che arriva l’estate?

Continueranno i tuoi fedeli,
a portare
il cappellino di lana,
feticcio della tua religione?

Il caldo del sole e dell’aria
insompprimibile, ineluttabile, imprescidibile,
li farà sudare col cappello
o imporrà il nuovo trend?

Nostra signora degli hipster,
madre di tutte le mode,
protettrice dei giubbotti neri
delle scarpe basse
delle barbe incolte
indicaci la via del nuovo stile.

Volgi a noi i tuoi occhi glamour
E consigliaci i tatuaggi.

Priva l’inchiostro su pelle del suo significato.
Snatura le rondini dai marinai,
i tribali dai Maori,
e con la tua saggezza social
crea e dissemina la rete
di fashion blogger esauriti
e di follower di pagine
contenutisticamente melliflue.

Dacci la forza di carpire gli outfit con più like
di attori e divi 
la cui più grande preoccupazione
è l’unghia che si graffia quando si accende
la Mini cabrio.

Non lasciarci con l’atroce dubbio
di non sapere il colore dell’estate.

E dì a Francesco I
stando lì vicino,
che un risvoltino alla tunica potrebbe pure farselo…


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1 marzo 2013


Alex Rogora: l’appuntato dell’ala ovest, svetta e battezza l’aula 207 della Palestra delle Professioni Digitali. Attento, interessato e proattivo, quando qualcosa non gli è chiaro, alza il ditino, lo avvicina alla boccuccia e educatamente chiede al relatore: “Ehmm, vorrei fare una domanda”. A seguito dell’ottimo odore dei suoi capi, è stato soprannominato Coccolino dalla folta, foltissima, compagine femminile, attirando su di sé l’invidia della parca, parchissima, controparte maschile. Tra i più critici nei suoi confronti, il siculo messicano El Cusu: “ma perché non mi odorano anche a me le donne?”

Sara Gandini: “Houston abbiamo un problema, Houston”. Celebre la frase dei guai americani intergalattici. Quando nel 2020 in Italia ci sarà un Nasa digitale, il problema si farà risolvere a Sara Gandini. A mezz’asse sulla sedia, unica al mondo a usare un mouse sul Mac, la varesotta dalla erre arrotata era già Senior Manager alle scuole elementari. Spiegava l’usabilità del gessetto sulla lavagna, alla retrograda maestra che parlava alla classe degli Ittiti e dei Sumeri. Multistrato e proteiforme come le sue creazioni di pasticceria.
Ah, I forgot. This is Sara.

Chiara Cimini: prima esponente, in ordine di seating (diamoci un tono cò sto cazzo di inglese) delle Integrate.
“Vabbuò, nunn è che nu me piace Milano. E' che ce sta sta sfaccim e nebbia tutt i juorn…
S magna tropp nu schif int a chella chiavica e centro commerciale di Bonola, e a pizza che fino a mmo mann fatt assaggià era veramente na munnezz. Nun m' peserebbe chiù e tant sta cà a faticà int a sta cazz 'e città, basta che ogni juorn me fann verè O Vesuvio, m fann parlà con mia madre, cu sorem, c'a nonn, c'a cugina mia (chella e Pozzuoli) e cu chell ata (Michelina, chella ro Vommer), ed i so cuntenta..."”

Ilaria De Gregorio: una fascia al giorno toglie il medico di torno. È questo il credo che Ilaria ha portato avanti per quasi due mesi. Rumors indiscreti sussurrano il soprannome che le smorfiosette compagne del liceo le avevano affibbiato: Sansona. Come il celebre forzuto mitologico aveva la sua forza nei capelli (principio copiancollato da Marzullo e Zazzaroni) così Ilaria si rinvigorisce con l’uso della fascia. Richiestissima dalle aziende grazie alla conoscenza di lingue orientali, ha pensato di chiamarsi su Linkedin col nome in codice: Li Fasc In.

Elisabbetta Graziani: seconda esponente, non per ordine di importanza, delle Integrate:
“Regà, pure a mme Milano nun me dispiasce. A cosa che me manca più de tutto però, oltre al ragazzetto mio, a famija, e li amici mia, è a Maggica. Ceee, nun è pe ffà quella dò stereotipo che io sò de Roma e Roma è a capitale... Però, come se fa ad annassene da città propria pe venì a vive de qua? Vabbè, me so contraddetta? E sti cazzi… Chi ce vole stà in sta citta de mmerda che quanno te sveji nun te ricordi manco ando stai? Aridateme er raccordo.”

Beatrice Villa: Hello, darkness, my old friend/I've come to talk with you again/ Because a vision softly creeping/ Left its seeds while I was sleeping/ And the vision That was planted in my brain/ Still remains/Within the sound of silence.

Camilla Scalcione: semplice, spontanea, acqua e sapone, la ragazza della porta accanto, figa imperiale, come la definiscono alcune delle sue colleghe. (Stavolta El Cusu non c’entra nulla). Camilla osserva. Attentamente. Rielabora. Per passione e per diletto. È proprio per questa sua peculiare passione però, che la bella di Matera si è messa nei guai. Qualche anno fa infatti, sul litorale della sua città, è stata accusata di spiare le coppiette intente ad amoreggiare. “E’ impossibile” si è giustificata prontamente dinnanzi al maresciallo dei Carabinieri, “a Matera non c’è il mare”.
“Come no, signorì… e magari mò mi dice pure che Matera è bella ed è patrimonio dell’Unesco”... Anche in quel caso Camilla ha osservato il maresciallo. Basita. Soprattutto perché il maresciallo le faceva un mandrillo occhiolino.

Paola B.: in questo mondo di Matrix, eh eh eh, in questo mondo di eroi, Paoletta parola fina interpreterà senza problemi il ruolo di oracolo. Qualsiasi dubbio, problema, risposta mancante, rivolgetevi a Paola. Non abbiate timore. La timida sarda dagli occhi di ghiaccio saprà condurvi sulla strada della saggezza. E anche quando non potrà farlo, con la sua splendida ironia vi farà capire qual’è la pillola bianca e quale la rossa. Quale il peccato e quale la salvezza. Quale il confetto Falqui e quale la Galatina. Ascetica.

Nicole C e Nicole G: stanche dell’associazione lessicale e dell’apparentamento del loro nome alla formosa e disinibita consigliera/igienista dentale/maitresse lombarda; forti degli insegnamenti sulle e delle Startap, le due ragazze degli estremi lombardi hanno deciso di fondare un duo musicale. Le reminiscenze adolescenziali delle Spice Girl, omonime e ancora indubbiamente miliardarie, le hanno spinte a intraprendere questa impresa musicale. Si chiameranno: Omonimie Digitali. E il loro scopo sarà ricevere più Like possibile senza mai comporre un pezzo. Anche perché, come diceva la Madonna: l’importante è apparire.

Carla Altea: la Paola Maugeri di Cagliari fa della mimica facciale il primo e primario modo di interfacciarsi. Tutta in tiro tutti i giorni, ha sempre a portata di mano un pettine, un accessorio in coordinato e una mannaia. I primi due oggetti sono di facile utilizzo. Il terzo invece, ha un fine ben preciso. Se qualcuno dice qualcosa di erroneo, la docile Carletta ti accoltella. Vanessa Speziale infatti, dopo una battuta sullo stereotipo sardo della coniugazioni verbali, ha dovuto inventare un premio di laurea per mascherare un intervento di ricostruzione e cucitura del pancreas. Non abbiate paura però. Monitorate le dosi di stizza sul suo volto. E in caso di eccessivi movimenti facciali, dite che avete un appuntamento con un cugino dell’Australia. Improrogabile.

Francesca Jacobellis: in Francesca tutto è lungo E aggraziato. Il collo. Le gambe. Le sciarpe e i capelli. I Moon But. È talmente tutto così lungo e aggraziato che Francesca spesso sembra una giraffa. Anche se la giraffa probabilmente non è proprio aggraziata. Me lo trovate però voi un animale lungo lungo ed aggraziato? Che non sia Lebron James? La longilinea ragazza dell’hinterland, ricorda quelle mimetiche compagne di classe del liceo, teoricamente intente a seguire il corso, praticamente, a gestire mercatini dell’usato e compravendita di azioni offshore. Nonostante il pendolarismo emana ogni giorno un delizioso odore di bucato (grazie ai segreti dell’appuntato Rogora). Prossima al mondo della politica, dopo anni di sindacalismo per il Partito della Schiscetta.

Rossana Rebasti e Sara Rebacchi: passeranno giorni e mesi prima che il dolce ricordo delle segretarie dell’aula, del duo RèRè perderà il loro salvifico effetto. Sempre presenti, sorridenti, proattive e assertive, le gemelle dell’angolo provvedono a gestire i problemi dell’aula. E a smadonnare, quando la misura è colma. Riflettono il carattere della loro terra, anche se una è lombarda e l’altra piacentina. Però dai, si tangono… Spigliate e cortesi, son pronte ad intraprendere la loro carriera negli States. Una carriera tutti sorrisi e gentilezza. Che non è l’altezza, va bene. Ma è comunque mezza bellezza…

Alice Kuwahara
: cognome difficile, perché padre giappon…
“ Ceee, scusate. Scusate… ma io non sono d’accordo. Che questo scrive cose inventate, su di noi, sparando a zero, dicendo cazzate senza contradditorio. Ceee, tu mi invii una copia di quello che scrivi, io la rileggo, ti do l’approvazione e dopo poi tu puoi pensare di continuare a scriverle. Ceee non ci siamo proprio. Ma Zzero.”
Ragazza autoritaria e di polso la Kuwuah…
“Ceee, ancora? Non devi scrivere se no ti do l’autorizzazione, hai capito?”
Va bè…

Andrea Ruscitti: tutti dicono che Andrea Ruscitti sia una ragazza aggressiva. Le dicerie però, quasi sempre, vengono create per essere smentite. Quasi sempre. In questo caso, no. Dopo una vita passata a specificare il genere femminile del suo nome, vorrei ben vedere se non si diventa aggressivi... Come dire a chi non sa pronunciare la “r” che tutto sommato è molto semplice. Basta solo far rotearla sotto il palato. [esempio puramente casuale]
Chi conosce bene Andrea dice che se le sei simpatico ti risponde male. È un segno d’affetto. Sempre chi la conosce bene, dice che se le sei antipatico non ti parla proprio. Chi la conosce male invece, dice che è scontrosa. Ma solo perchè nessuno può spiegargli il sillogismo empatico di poco prima…

Diletta Assandri: un animo bimbetto intrappolato in un aspetto di un adolescente grunge anni ‘90. Diletta fa sempre divertire, con quel nome lì poi… Spesso preda di generiche aspettative voraci, a lei ben si adatta l’adagio imparato e sperimentato durante questo corso: Parte a Ruzzle e finisce a Cuzzle. Celebre l’episodio quando durante gli ultimi anni di servizio nel KGB (data la passione per il mondo russo e per la Moskovskaya) rivelò a spie americane la posizione segreta di impianti missilistici.
“Sì, ma me l’avevano giurato che non l’avrebbero detto a nessuno…”


Cristina Brando: nel palazzo di Bonola si aggira un tipo ambiguo. Triste, dimesso e grosso, (nonostante non lavorari nella gastronomia de “I Ciccioni” del Centro Commerciale adiacente). Lo si nota spesso negli ascensori. In attesa di un caffè e di una sigaretta. Queste le impressioni. La realtà invece è ben diversa. Perché l’uomo triste e cicciotto è qui per la psicologa Brando. Cerca in lei la sicurezza della sua professionalità e delle sue forme da affabile e affidabile Valchiria. Sarà difficile guarirlo dal grave problema da cui è affetto, rivela nelle pause caffè ai suoi colleghi. “Se la terapia non avrà effetto però, passerò alle maniere forti. Agli Schiaffoni”. Ca va san dire.

Vittoria Casuscelli: nonostante faccia di tutto per non sembrarlo, Vittoria è forse anche più milanese di Mariangela Melato. Riflette tout court l’anima della città. La sua brillante appariscenza e le sua forza basata sul melting pot regionale. Lei è così milanese, che prima ancora di presentarsi ti dice che i suoi genitori sono entrambi siciliani, e che lei ha vissuto addirittura fino a tre anni in Trinacria. Della Sicilia però ha conservato la spontaneità e l’affetto strabordante. Sempre pronta ad ascoltare e dare consigli su tutto. Fondamentale per certi versi. Impegnata nello show dei record per esibirsi nella risata più rumorosa della Lombardia (in Sicilia perde facile) nell’ultimo periodo non si è molto applicata nel seguire il corso. Fatta eccezione per il modulo di tecniche di alienazione di gruppo. A suo dire, il modulo più interessate del master.

Giulia Brasca: da profonda studiosa e scout del mondo web, la graziosa maschera del Teatro Nazionale ha assimilato e messo in pratica i consigli fuoriusciti dal corso, trasformando i propri punti di debolezza in punti di forza. Riportiamo l’intervista apparsa sul Gazzettino delle imprenditrici dagli occhi blu, l’utile settimanale distribuito da Mediashopping a soli 99 euro.
“ Sì, mi ero stancato di mangiare ogni giorno dai Ciccioni del C.C. E non reputavo giusto che al terzo piano del palazzo di Bonola non ci fosse un fornetto per riscaldare le schiscette. Così ho trasformato la ventola del mio computer, che era già in ebollizione di suo, in un fornetto digitale”.
Imprenditrice di se stessa.


Luciano Cusumano: ad ogni nazione il suo popolo e ad ogni classe il suo Cusu. El Cusu, siculo di nascita e mescita, emigrato per fini femminili in terre senesi, avvolge e permea di mistero la sua biografia. Vecchia volpe d.o.p., Volpone incallito, Fox (non l’astrologo), nel corso di scorribande in Messico acquista il soprannome di Zorro – che significa volpe, mica pizza e fichi -dove con il fido maggiordomo muto Felipe (se solo potesse parlare…) conquista ed espugna con charme e schiaffioni il cuore di Milf ricchissime e baffute. Anche le receptionist- sfingi del palazzo di Intesa a San Poalo, non sono rimaste immuni dal fascino de El Cusu. “Toglietemi tutto, ma non il mio El Cusu”, i loro commenti criptati su chat aziendali.

Fabrizio Giuliano: era una vita tranquilla quella di Fabrizio prima che arrivasse a Milano, con una città ruspante in cui vivere e i forti affetti di una famiglia e una fidanzata. Tutto molto bello fino alla transumanza in Bonola. Fino all’incontro fortuito, ma fatale, con Cinzia. L’addetta al cleaning delle classroom, come lei ama definirsi. Braccato giornalmente, e progressivamente sedotto da moci di scopa bagnati e dissertazioni sulla raccolta differenziata, Fabrizio ha spiegato brevemente, come suo solito, le ragioni di un doloroso diniego. “ Era il 1989 quando la mia compagna dell’asilo si rivelò ed io…”
Cinzia non l’ha presa bene. E ha pensato di dirottare il suo amore su El Cusu che gli ha tempestivamente proposto un preventivo gratuito su un set di schiaffoni in toilette. Les jeux son faits.

Anna Battaini: l’iperattivo furetto di Varese con la risata da maialino adolescente. Che immagine disruptive, madonna mia… Esempio dell’ultima specie anteriore ai native digital, Anna inonda la classe della sua voglia di vivere e del suo entusiasmo bulimico.
“Senti Giorgio, io il termine entusiasmo bulimico lo correggerei. Mi sembra non propriamente focussato, noo? È focussato secondo te? Guarda, io farei una piccola analisi semantica/semiotica, noo? Anzi, facciamo così… te la faccio io su tutto il foglio. Facciamo 1 euro a nominativo, che dici? Noo? Ma no… ma che venale… è un incentivo alla qualità, no?”

Eva Sans: dulcis in fundo, il minotauro della Palestra. Figura mitologica metà NoTav metà Nerd; metà anti-sistema metà redazione da Novella 2000. Coriacea, indagatrice e sulle nuvole (in the cloud, fa più figo) è fiera come i suoi conterranei valtellinesi. Ripresasi alla grande dalla mannaiata della collega Altea, in seguito al ricovero al Gemelli di Roma, ha deciso di intraprendere la sua nuova sfida: diventare Papa. Entusiasti di questa sua decisione, gli amici del corso di enologia del bar di Cadorna e i tutor del progetto di questo master.
“Eva ova, che qualcuno delle quote vosa femminili, decidesse di intvapvendere questo pevcovso di emavginazione pvofessionale” ha chiosato l’organizzatrice del Master. “Chi poi favà vesistenze ad un pvogetto del geneve, vuol dive che non è pvonto al pvimo PPD. Papa Donna Digital”.


11 gennaio 2013


Berlusconi fa paura.

Il sorriso mastodontico da imbonitore si è trasformato in quello di clown decaduto.

Troppi denti, troppo trucco, niente arrosto.

Barlusconi ha vinto. Ha vinto da sempre. Non ha mai perso. Nemmeno quando perdeva.

Ha trionfato sul blocco che si ha a guardarlo.

Contro il puntatore Word che riempie la pagina da solo.

Troppe cose da dire per una pagina bianca.

Ha indotato le case, la testa e la vita della gente con l’oceano di stereotipi, pensieri, distinguo,  premesse, che ogni volta si fanno.

Anche se spesso inutili. Fantasiosi. Improbabili. A lui coesistenti e senza di lui nulli.  

 

Berlusconi è Berlusconi anche senza Berlusconi. È una maschera. Un’effige. Un sarcofago. Un testamento.

Tutto è Berlusconi, niente vi è senza.

Berlusconi ha piegato il cinema, la televisione, la radio, la stampa, la Standa, la carta standard.

- non c’entrava nulla, lo so, ma ero preda dell’allitterazione -

 

Berlusconi polarizza la scienza e la coscienza.

Semina, innaffia e coglie frutti dai social network.

Tutti ne parlano. Tutti lo vedono. Tutti si esprimono.

Tweet su tweet, ashtag su ashtag, post su post.

L’ondata digital che si abbatte a livello inconscio sulla rete.

 

Berlusconi è un estensione. Berlusconi è i Cicchitto, i Gasparri, i Letta e i Buonaiuti, le Santanchè e tutti i filistei. 

Berlusconi è la musica che si aspetta. 

È l’adagio che rassicura. 

È il rock che scuote la partitura.

È la Madonnina del Duomo di Milano, anche se apparentemente invisibile, saltuariamente immancabile.

 

Berlusconi è il corpo.

È il pene della gente, smanioso di scoparsi la Minetti.

È il colon di chi vuole fare l’imprenditore e avere seimila ville e quaranta ladroni.

Berlusconi è l’amico del cugino della suocera di tua moglie, quello che trovi in Posta e non puoi dirgli di no quando ti chiede di pagargli le bollette.

“C’è troppa gente. Me le paghi tu perfavore? Se vuoi tieni il resto”.

 

Berlusconi è il passato che si ostina a risorgere.

Un Lazzaro in loop.  

Perché un diamante è per sempre.

E perché l’antico vaso doveva essere consegnato.

E perchè per una grande parete ci vuole un grande pennello.

 

Quelle pareti di periferia, isolate, simili a qualche zona del cervello.

Uno di quei termini medici complessi e altisonanti. La paretecefalo, ad esempio.

Paroloni che esibisci dal barbiere ma dei quali non conosci il significato.

- Anche tu c’hai la calvizia antrogenetica?

 

È una cosa che non conosci bene ma che non sai spiegare.

Che cerchi di rimuovere. Ma è appiccicata. E appiccicosa.   

Come la grande scritta del grande pennello (sulla grande parete).

Come Berlusconi, per l’appunto. 


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31 dicembre 2012


Vedo la gente vecchia

Non perché sia vecchia

Ma perché così pare. 

Vecchia. Vecchissima anzi.

 

Vedo la gente vecchia.

Cammina stanca,

da giovane,

prima ancora che sia vecchia.

E da vecchia cammina da vecchia.

Perché è vecchia già da giovane.

 

È spesso in coppia. Fidanzata. Con la propria metà.

Cammina sul corso

Fa le cose vecchie

Che fanno i vecchi

Anche essendo giovani.

 

Cammina sul corso abbracciata in maniera vecchia.

Come fanno i vecchi.

O abbracciata

In un modo non giovane.

 

Non ha colpe nell’essere vecchia.

Perché lo è e basta. Non se ne accorge.

Permane agognante all’anzianità.

Non sapendo di avere già qualcosa di vecchio

Affannandosi a godere un presente mancato

Non apprezzando il futuro che ha già. 


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20 novembre 2012


Moltobene aveva già intromesso nei suoi racconti la 90. Che nulla ha a che vedere con la Paura (almeno nelle ore solari). Perchè la 90 è una linea della circonvallazione di Milano. Gemella siamese della 91. Sulla cui numerazione tuttavia ci son da aggiungere due considerazioni:

-    Per alcuni Milano ha tre circonvallazioni. Per altri quattro. Ma questi son punti di vita. E diottrie.

-     Reputo la cosa più difficile al mondo distinguere quale sia la 90 e quale la 91. Tipo la differenza tra Stornara e Stornarella. "Tra me e te". Tra Rosso terra di Siena e Rosso Malpelo.

Dicevamo, già si era scritto qualcosa sulla 90. Non fisicamente, sul mezzo. Perché è un mezzo che a malapena si lascia ospitare, sempre troppo zeppo di uomini/donne/odori. Qualcosa riguardo alla sua composizione etnica. Probabilmente su una ragazza rom che allattava senza remore qualche figlioletto del suo bastimento. Ma il cannocchiale.it è una piattaforma terribile. Una merda assoluta. Sarebbe troppo chiedere di scovarlo tramite una ricerca interna al blog. Perciò muoia Sansone e tutti i suoi link.

Assodata quindi la merdaggine tecnologica della piattaforma e il magico melting pot di umori ed odori del mezzo, ecco il motivo per cui oggi si prenderà nuovamente a discutere della celeberrima linea. Dando seguito e adito al proverbio cinese: “anche nelle cose brutte scova il bello”. Che non è “detto” esista come “detto”, ma ben si adatta alla filosofia trascendentale tipicamente asiatica. Che non sarà il focus di questo testo. Ma lo lambirà.

Durante l’ultimo viaggio nella 90, stretto come gli sgombri Riomare in olio di girasole, si è riuscito a trovare qualcosa di armonioso. Per la prima volta, si è vissuta la 90 per il ruolo a cui è stata preposta dal Dio dei mezzi beceri. Ovvero, si è vissuta la 90 come un’esperienza linguistica.

Una signorina asiatica, nella affollata Riomare in movimento, parlava con qualcuno al telefono. Impastando una varietà di suoni e varietà fonetiche da impressionare gli aridi. E gli arabi. Che di impastamento di consonanti se ne intendono…

-         Zguandeterenna pagayando money gherutringa ferie, do you need? Popurente gototo loffetza sciuo lady nuangarrtenovanta!

Solo una, questa, delle tante espressioni provate a riprodursi, pronunciate dalla missionaria della transizione ascetica del Dio dei mezzi beceri.

Quel misto di reminiscenze vietcong[1], inglesi e italiane, per una volta hanno condito con del misticismo e non con del dannoso sudore l’agonizzante e breve viaggio. Era fantastico ed eccezionale ascoltare i suoni di questa signora a ridosso della porta d’entrata. Questo suo mellifluo sgrammaticare che cozzava e impreziosiva (per contrappasso) le vocali milanesi dilatate dei “Minchiazzio[2]”di ritorno da scuola. Non più Arbre Magique ai bastoncini Findus. O esalazioni di Topexan proto pomeridiane. Solo magnifiche espressioni inconcepibili e imperscrutabili. Come novelli predicatori di un profano culto coreano. Opa Gnamgnam Style.



[1] Anche a chi è vissuto a Pisticci, per la forza di colonizzazione culturale americana almeno una volta nella vita è parso di sentire le grida dei  vietcong. Poi magari erano solo ricordi sbiaditi delle grida del bidello lucano...

[2]Minchiazzio: ragazzo in fase adolescenziale che è solito usare l’espressione Minchia o alternativamente Zzio come apertura colloquiale di una frase. Solitamente preceduto da un Oh!... Non è disdegnato inoltre la crasi tra le due espressioni: Oh, Minchia, Zio…”


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7 novembre 2012


Ti sento, alternata e inaspettata,

ad orari molto diversi, del giorno e della notte.

Mentre cammini coi tacchi.

TocToc,fanno i tuoi tacchi.

Senza Tic.Senza Tac.

 

L’impenetrabile distanza del piano che si separa,

solo uno,

mi fa capire di te solo una cosa:

che di sicuro le ciabatte non ti piacciono.  


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  1. Ad una certa ora inizia un nuovo giorno
  2. Tu, per me, sei una fonte di direzioni da seguire!
  3. Si è operato al POLO d'Adamo.
  4. Ieri a "Ciao Darwin" giocavano Zoccole contro "Madri Lecite".
  5. Se io voglio gli occhi blu come devo fare?
  6. http://www.youtube.com/results?search_query=luca+erario+e+lo+spagnolo
  7. Hai la cicca per il dopo alito?
  8. - Sei di Barletta? - Si. - E Basta?
  9. http://www.youtube.com/watch?v=XgszlJMR7_E
  10. Ma il gobbo era di Nottingham o di Rotterdam?
  11. (Ad un professore d'informatica) Scusi, ma lei lo conosce Google Hearth ?
  12. Il grosso non piace, il definito piace! Se costruisci mostri, se mostri attrai!
  13. In un certo periodo della tua vita riesce ad essere difficile fare lo Iulm! 
  14. Ma se io vado da Canova, gli dò 5000 euroe gli dico di farmi entrare nella casa del Grande Fratello, lui ci riesce?
  15. Non tutti siamo uguali, quindi tutti siamo diversi.
  16. Sai, pensavo di stare peggio con gli esami. - E invece? - Invece sto messo male.
  17. Ero seduto sul posto accanto a uno che ha fatto il compattato di cui non l'ho passato
  18. Anglofono e anglofilo... è tipo Galatone e Galatina?
  19. Sono a Londra che studio italiano che devo preparare gli esami di Spagnolo....
  20. Oh ragazzi, non dite che io non conosco la storia. Mi ricordo tutto. Anche quando l'Italia ha vinto i mondiali nel '90.
  21. Oh ragazzi, ma l'Aquila non si trova nel Lazio?
  22. Io so che uno tra Hitler e Napoleone è morto in una vasca da bagno!
  23. Le torri gemelle sono cadute a novembre.
  24. L'America fu scoperta nel 1890.
  25. Ma dai, cosa dici... Matera è in Puglia.
  26. - Luca, ma dov'è morto Napoleone? (dopo un suggerimento mal compreso) - In viaggio. - Non in viaggio. Ad Ajaccio. Ma sai almeno che Ajaccio è in Corsica? - Si, si. Corsica in Spagna.
  27. - Luca, chi è Gandhi? - Uno scultore spagnolo...ha fatto la chiesa della famiglia e sono pure andato a vedere la sua casa. La casa di Gandhi! 
  28. Obama? il nome? Barack è il nome? Che brutto nome...
  29. Etiopia? Non lo so cos'è, ma deve essere roba di Africa...
  30. - Quindi hai imparato l'inglese a Glasdov? - Beh, ci ho provato. In Scozia lo parlano molto male. - Ma perche Glasdov è in Scozia?
  31. in questa settimana ti cerco vedere di provare e di richiederere se si può fare una ricarica 

                     

   SCRIPTA MANENT    

 

- Al diavolo la vita sociale quando hai un giradischi...

Walter Viscardi

 

- Mamma, quando sarà, me la scrivi tu la Tesi? - Ed in cosa? - Non lo so. Basta che me la scrivi tu...

U'Bazitt

 

- Che Bevi Fabrì? Un Gin Tonic?  - No. Non posso. Con un Gin Tonic faccio un altro figlio stasera... 

Zio Fabrizio

 

- Cosa fa Valeria nella vita? - Ingrassa. 

Ilaria Santeramo

 

Voi sapete che io bevo solo sul lavoro. Da poco però, ho iniziato a bere solo verso fine lavoro.

Vinicio Capossela 

 

Gli starnuti li sanno fare solo i merdosi

Marilia Quattrini

 

Facciamo che ci diciamo amore per finta?

Claudia Lacerenza

 

- E tu di che squadra sei? - Io non seguo più il calcio. Da quando non gioca Batistuta questo sport non ha più senso.

Anonimo spettatore della Bet Shop in via Pomponazzi 

 

E' sotto i volti angelici che si nascondono le più grandi Moane Pozze

Marco Lomuscio 

 

In via Torino ( a Milano), a quest'ora c'è da camminare con la minchia in mano.

Gabriele " Gabs" Genovese

 

Penso che la signora Orietta Berti, assomigli ad un tortellino.

Alda Merini

 

In questa università si sta compiendo una tragedia. Per il fatto che voi non sapete niente. Ma davvero niente! Ogni secondo scompaiono secoli di nozioni millenarie. Così: puff!

Antonio Scurati  

 

Il Buddismo è una religione poliglotta

Dottor Ciao.

 

Solo Diliberto è più triste della carbonara mangiata con l'acqua (e senza il vino).

Io

 

  • Ma in questa festa che hai fatto con 7000 euro, ce n'erano almeno 1000 di valori?
  • Va bè... lei è stata con con dei ragazzi che sono dei Sex Symbol. Io invece sono un "ex" symbol

Pier Paolo Tanzi

 

 
Se io vengo a studiare qui, prendo una brutta piaga

Savio Losito 

                           

  • Mio figlio non m'interessa che venga intelligente e bravo a scuola, l'importante è che sia agile e scattante, come Martins
  • Leon Battista Alberti era un uomo "abbastanza intellettuale"
  • Se oggi ero donna vi soddisfavo tutti.     

Monio 

  • Da un grande potere derivano grandi responsabilità 

Zio Ben ( lo zio dell'Uomo Ragno)


  • Basta! Da oggi non bevo più. Devo ritornare il ragazzo genuino che ero. Genuino. Genuino.Genuino.     

Rambo 


  • Quel poveretto, non è che non ha mai letto un giornale, è che probabilmente non lo leggerà mai in vita sua. 
  • E questa è la rovina...che quando tutti e due siete all'antica, c chezz v'assì dà sàtt? L'arte contemporanea?              

Giuseppe Ferron Spadaro



  • Cecchi Paone ha accettato di andare sull' Isola dei Famosi , perchè credeva fosse a Mykonos

Ciccio Brambilla Dimiccoli

 

  • "Benvenuti nella Repubblica Indipendente del mio PC"

Giada 

 

  • Ero in coda in autostrada e meditavo sul Barocchismo del mondo...

Gianni Canova  

 

  • Le vere artiste sono le mamme che fanno le figlie bone.

Giuseppe Diella 

 

  • In Biblioteca, le più brutte fanno sempre più casino.

Capitano Daniel Francia

 

  • Ahhh, quindi al ritorno abbiamo fatto lo stesso tragitto dell'andata, però al contrario?

Woody (Din7)

 

  • Se i  Chihuahua non abbaiassero, guadagnerebbero di credibilità, loro, e tutti gli altri cani !
  • Io sono un grande "odiatore" di Msn.
  • Anche perchè, tutti i ragazzi che sono andati in Inghilterra con "L'INPS"...

Ulisse     



Nell '81 tutti quanti piangemmo per Alfredino, ma da che mondo è mondo, i bambini cadono nei pozzi da sempre...

Alberto Abruzzese


 

  • Da grande farò l'Asceta.
  • - Cinque per cinque?  - 25  - Eh vabbè, ma tu lo sapevi...
     

Mimmus


 

Nessun uomo può andare a letto due volte per la prima volta con la stessa ragazza.

Eraclito 

                    

  • Dacci due ore e ci svegliamo in due secondi 
  • Se io avevo sta macchina, se io avevo sta macchina, se io avevo sta macchina, era bello!

F.Lion 


 

  • La tua stanza da di pasta e patate. Apri la finestra.
  • Con quei baffi sembri Domenio Modugno
  • Oggi sei vestito come un borgataro.  

Mio Padre

 


 

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